L’oidio è una delle malattie più pericolose per i pomodori. Denominata ufficialmente Leveillula taurica, dal nome del fungo produttore, la malattia può colpire l’intero raccolto di pomodoro se non adeguatamente prevenuta o combattuta fin dai momenti più teneri.

L’oidio è molto forte perché può sopravvivere nel terreno sui detriti vegetali sotto forma di fruttificazione resistente. Quindi il fungo può comparire anche nel raccolto successivo, attraverso le spore presenti nel terreno che infetteranno le nuove piante.

Quando la coltura è già in fase vegetativa, la malattia può essere trasportata dal vento, dalle gocce di pioggia o anche dall’acqua di irrigazione.

Oidio del pomodoro – sintomi

La Leveillula taurica può attaccare tutti gli organi aerei della foglia, ma i primi sintomi si possono osservare soprattutto sulle foglie alla base della pianta. A poco a poco la malattia si diffonde anche alle foglie superiori.

I primi segnali dell’insorgenza della malattia sono legati all’ingiallimento della parte superiore della foglia. Sulla pagina inferiore delle foglie potrai vedere uno strato bianco-grigiastro dall’aspetto polveroso. I tessuti diventeranno dorati e le foglie seccheranno.

La coltura colpita dall’oidio produrrà frutti in numero molto inferiore e di piccole dimensioni. I frutti che sopravvivono saranno molto difficili da maturare.

La malattia si sviluppa soprattutto negli ambienti protetti, perché le condizioni ambientali favorevoli alla sua insorgenza sono:

  • un grado di umidità compreso tra il 70-82%
  • temperature tra 18-24 gradi Celsius

Un altro fattore che favorisce l’insorgenza di questa malattia è l’elevata densità di impianto e la vigoria dell’ibrido.

Metodi di prevenzione e lotta contro l’oidio

I metodi più efficaci per prevenire l’oidio sono:

  • disinfezione del terreno con fungicidi a base di rame o del gruppo decarbossimidico, rimozione completa dei residui vegetali, utilizzo di utensili disinfettati
  • rotazione delle colture (esclusi peperoni e melanzane, in quanto colture fortemente colpite dallo stesso fungo)
  • evitando un’eccessiva fertilizzazione con azoto, perché l’azoto induce una forte crescita vegetativa ma una bassa immunità delle piante
  • l’applicazione di fertilizzanti a base di potassio che hanno il potere di ridurre l’incidenza della malattia, diminuendo il tasso di traspirazione
  • coltivazione di varietà e ibridi con resistenza genetica.

I metodi più efficaci per combattere l’oidio sono:

  • se ci sono segni della comparsa della malattia negli spazi protetti, il primo passo sarebbe aumentare la temperatura a 26-27 gradi Celsius e ridurre il grado di umidità al 75%
  • l’uso di fungicidi specifici

I fungicidi utilizzati vanno scelti in base alla coltura che vogliamo trattare.

L’oidio è una malattia che può compromettere l’integrità del raccolto, essendo piuttosto difficile da rimuovere una volta insediata. Proprio per questo motivo sono fortemente consigliate misure preventive.